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Come e di cosa ci nutriamo

Ciao, mi chiamo Sabrina Sgammini, sto terminando il corso di studi in scienze naturopatiche, durante il quale ho appreso metodologie alternative per aiutare la persona  a conservare o ripristinare lo stato di benessere, che non vuol dire mancanza di malattia, ma un completo stato di salute.

Questo non può prescindere dalla visione umanistica dell’uomo, considerato non solo come corpo fisico ma anche come l’insieme di vari corpi: fisico,  psico-emotivo, energetico e perché no, spirituale. 

In una scala di priorità il corpo fisico rappresenta una parte necessaria per vivere su questa terra e viene soddisfatto da tutti i meccanismi che ci accomunano con il regno animale (respirare, mangiare, bere, dormire, riprodursi)  ma sicuramente non è il piano in assoluto più importante.

Gli altri piani sono necessari per differenziarci dagli animali e ci permettono di accedere ad ambiti evolutivi superiori elevando l’uomo dalla terra (materia) al cielo (energia/informazione vibrazionale). 

Come vengono nutriti tutti i piani al fine di mantenere l’equilibrio indispensabile per lo stato di salute? 

Il corpo fisico si nutre di materia rappresentata dal cibo e dall’aria che respiriamo, che ci forniscono un’energia chimico fisica.

Gli altri piani si nutrono esclusivamente di energia informazionale: diventa quindi indispensabile la scelta di un cibo coltivato o allevato in maniera sana, senza l’utilizzo di prodotti chimici o di medicinali, non prodotto in serra, per evitare informazioni costrittive e di chiusura, non modificato, per non avere un’informazione sconosciuta alle nostre cellule e quindi non utilizzabile, di respirare un’aria più possibile  non inquinata.

Le informazioni sopra esposte sono già un bagaglio conoscitivo di molte persone mentre l’aspetto di come ci nutriamo a livello emozionale e spirituale ancora non è coscienza comune. Questo rappresenta invece un elemento fondamentale per il completo nutrimento dell’uomo: la qualità dei nostri pensieri è alla base della produzione dei neurotrasmettitori che mettiamo in campo o  per sopportare il dolore o vivere la gioia.

Sabrina Sgammini

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