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CoWorking, un esempio virtuoso

Durante i miei “coworking tour” ne ho scovato uno che secondo me ha tutte le caratteristiche che dovrebbe avere un coworking virtuoso.

Come ho già avuto modo di scrivere, il tipo di coworking che trovo davvero innovativo è l’esatto opposto del contenitore anonimo.

https://www.cam.tv/spazioconcrete/blog/progettare-ed-allestire-un-coworking/PID092760?shun=emanuelabonfili

https://www.cam.tv/spazioconcrete/blog/progettare-ed-allestire-un-coworking-continua/PID095FFA?shun=emanuelabonfili

Ci troviamo a Udine, in pieno nord est, qui esiste una realtà davvero interessante che si chiama Oblò. L’edificio che la ospita, si chiama Casa Giacomuzzi Moore, opera di Angelo Masieri, appassionato dell’architettura organica e del suo grande maestro Frank Lloyd Wright.

Se la qualità degli spazi è un requisito importante, in un caso come questo, non potevamo capitare meglio.

L’identità di Oblò

Un altro requisito importante per un coworking  è l’identità ed Oblò ne ha una fortissima: è un luogo che offre servizi di sostegno alla genitorialità. Se ti stai chiedendo cosa abbia a  che fare questo con un coworking, il mio  consiglio è di continuare a leggere: ad esempio al suo interno è ospitato un servizio similare ad un micro nido, in estate accoglie un centro estivo e al suo interno si svolgono innumerevoli attività: dai corsi di yoga a quelli di preparazione al parto. Va da sé che i coworkers sono dei professionisti del settore (si va dagli psicologi ai nutrizionisti), come pure delle neomamme che magari hanno i loro piccoli al nido. Lo spirito che anima Oblò è quello di formare una community virtuosa, capace di generare concretamente delle sinergie, mi sembra evidente che siamo ben lontani dal semplice affitto di una postazione.

Gli spazi sono dinamici, infatti si trasformano nell’arco del giorno e delle stagioni, ma allo stesso tempo sono ospitali ed accoglienti (per esempio quando si entra si chiede di togliere le scarpe e si gira scalzi o in ciabatte.). Io lo trovo davvero un luogo virtuoso e significativo per il territorio, una sorta di punto di riferimento.

Dietro un progetto così pieno di cure ed attenzioni non poteva non esserci che una donna, Silvia è un vero vulcano, la sua mente è sempre in movimento, costantemente alla ricerca di nuove idee e progetti per rendere Oblò sempre più ricco e significativo.

Emanuela Bonfili

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