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Richard Rogers al Cersaie 2018

Richard Rogers al Cersaie 2018

“Lascerò questa città non meno, ma più bella di come l’ho trovata”, era l’antico giuramento del cittadino ateniese ed è stata l’ambizione alla base del mio lavoro.

Con questa frase proiettata, si apre la lectio magistralis di Richard Rogers al Cersaie 2018 di Bologna.

Riportiamo alcuni appunti-frammenti del suo discorso, attenendoci al semplice contenuto, senza opinioni o commenti. Come tutti i maestri, Rogers esprime le cose con grande semplicità, in maniera  comprensibile a tutti.

Ci fa viaggiare nello spazio e nel tempo tra le sue opere, illustrandocene i principi guida.

Dopo la laurea a Yale, torna in Inghilterra e fonda il Team 4. Racconta che dopo l’esperienza della casa in Cornovaglia in cui 4 persone rimasero impegnate degli anni per la realizzazione di una sola costruzione, si rende conto che si era trattato di uno spreco di risorse.

La libertà degli spazi, da cui  la scelta ricorrente di mettere all’esterno i servizi , che diventano volumi capaci di generare giochi di luce, ombra e movimento: le scale del Pompidou, quelle dei Lloyd’s di Londra, o anche nelle Distillerie Macallan, i servizi diventano colore e forma.

Tenere sempre presente lo spazio esterno che si genera intorno ad un edificio. Il Pompidou era l’unico progetto in concorso che aveva generato una piazza. Lo spazio pubblico è la parte più importante dell’architettura, lo ha tenuto sempre presente nella progettazione , e ci mostra il   Palazzo di Giustizia di Bordeaux , o come si offre  alla strada il Leadenhall Building a Londra.

L’uso dei colori è un altro elemento caratteristico. Quando parla dell’aeroporto di Madrid con i suoi pilastri variopinti ci dice che è sicuramente più bello darsi appuntamento al portale blu che al cancello numero 63.

La capacità di lavorare in team gli ha permesso di realizzare le sue opere, senza Peter Rice non sarebbe riuscito a realizzare quello che ha fatto.

Le città si devono compattare e non disperdere a dismisura, questo è più sostenibile, se vogliamo vedere gli amici senza usare l’auto, la città deve essere compatta.

L’Italia è il paese con più spazi pubblici al mondo, quante piazze splendide, composte da elementi così diversi tra loro. Viene proiettata una vista dall’acqua di piazza San Marco e ci fa notare come si affianchino opere eterogenee costruite in periodi diversi, esortando a non pensare con nostalgia al passato. Tutti gli edifici sono moderni al loro tempo. L’edificio dei  Lloyd’s di Londra, quando è stato costruito era il quarto o quinto edificio più alto della città, ora è il quarto o quinto più basso.

“In Italia la vostra politica è molto complicata”, ci dice di aver fatto numerosissimi progetti qui, ma di averne  realizzati solo 3 o 4, si potrebbero fare cose bellissime, ad esempio lavorando sui bordi, sui ritagli, come la sua proposta per il Lungarno…

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