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Roma stazione Tiburtina e aree limitrofe, come nasce un progetto condiviso.

Venerdì 8 marzo 2019 è stata presentato presso il Segretariato generale del Comune di Roma, una proposta di iniziativa popolare presentata dai cittadini  riuniti nelle sigle Associazione Rinascita Tiburtina,  Comitato Cittadini Stazione Tiburtina, Cittadinanzattiva Nomentano e Vento di Cambiamento Fenix , con un proprio progetto di riqualificazione urbana.

Vi  raccontiamo che cos’è e come è nata l’iniziativa.

Dove siamo: stazione Tiburtina e dintorni. La stazione ponte tra due parti di città. A est  la nuova sede di BNL che ospita oltre 3.000 lavoratori ogni giorno, il quartiere consolidato e previsione di vari interventi edificatori; a ovest invece la vecchia tangenziale ancora da demolire (pare che in primavera comincino i lavori)  sotto la quale solo degrado e insicurezza. Oltrepassata la tangenziale, troviamo viale  Guido Mazzoni, in mano a bancarellari ambulanti, l’area dell’Ex Istituto Ittiogenico e l’autostazione Tibus .

Dall’autostazione di cui  Tibus è concessionaria vanno e vengono bus per circa 600 corse giornaliere con un transito di circa 8.000.000 di passeggeri all’anno.  La Tibus risulta avere la concessione scaduta dal  2016, ma paradossalmente è costretta a rimanere nello stato di “irregolarità”  per non interrompere il pubblico servizio. Così nel 2017 si fa promotrice di un progetto, (utilizzando lo strumento del project financing) per la riqualificazione dell’area, nella proposta c’è la realizzazione di una  nuova stazione degli autobus e una serie di investimenti per la riqualificazione dell’area a costo zero per il comune. La presidente del II Municipio Francesca del Bello, intelligentemente prende in considerazione la proposta invitando la cittadinanza ad una pubblica assemblea per far conoscere l’iniziativa, nel marzo del 2017.

Inizialmente le persone hanno dimostrato sorpresa e forse perplessità per la proposta, ma a poco a poco considerando realisticamente quale sarebbero state le alternative e analizzando i vari aspetti, compreso quello dell’inquinamento dell’aria, come pure la manutenzione di alberi e strade, la sicurezza, la possibilità di avere una piazza pubblica.. prende corpol’idea di cercare di far convergere gli interessi dei cittadini e quelli di Tibus per un progetto condiviso in assenza di un progetto d’insieme da parte del comune.

Si genera   così  l’idea tra le varie associazioni di cittadini, di pensare ad un progetto complessivo dell’area, realizzando una proposta unitaria capace di rammendare vari “pezzi” di città.

IL PROGETTO ED I SUOI ELEMENTI

Nasce così un progetto di ampio respiro, la cui peculiarità e il cui punto di forza è proprio quello di essere riuscito a coordinare ed integrare esigenze e iniziative emerse nel corso degli anni tra incontri e pubbliche assemblee, intervenendo e ricucendo le varie “terre di nessuno”, i  brandelli di spazi pubblici all’abbandono, trasformandoli in  un vero e proprio tessuto connettivo  di qualità per riuscire a valorizzare e vivere al meglio questa parte di città in cui abbiamo visto nascere negli ultimi anni interventi di un certo rilievo dal punto di vista architettonico (la nuova stazione Tiburtina, la nuova sede di BNL, la città del Sole..) intorno ai quali troviamo solo incuria e  abbandono.

Il progetto,  realizzato dallo studio di architettura partecipata AUP facente riferimento agli architetti Ettore Pellegrini e Sebastiano Giannuzzi che si sono messi a disposizione per tradurre a livello tecnico le idee dei residenti, è capace di realizzare un vero e proprio “circuito ecologico” e risulta composto da:

  • un anello pedonale, vero e proprio sistema che si raccorda con il tessuto esistente
  • un anello verde, a partire dal bosco urbano, ovvero l’ex Ittiogenico, alle dune artificiali alberate  antirumore, al parco dello SDO..
  • un nuovo sistema di viabilità e parcheggi, in cui la nuova stazione degli autobus risulterebbe chiusa, fornita di filtri per l’aria e accessibile direttamente da via Tiburtina.
  • una passeggiata “promenade architecturale” tra gli edifici storici e moderni, dalla città del Sole alla casa a gradoni di Sabbatini, alla nuova stazione Tiburtina…

LE RISORSE ECONOMICHE

Chi paga per queste opere? Le opere previste, potrebbero essere attuate attraverso forme di partenariato pubblico/privato, che garantiscano oltre ai tempi tecnici di realizzazione anche realistiche previsioni di gestione dei beni e servizi pubblici da realizzare. Gli strumenti urbanistici disponibili sono molteplici dal Project Financing, alle Covenzioni, PUP, Programmi integrati ecc.. quindi per il comune di Roma l’intervento sarebbe a costo zero.

La raccolta firme è cominciata, ci sono 3 mesi di tempo per raggiungere quota 5.000, ovvero fino al 6 giugno prossimo; a  partire da questa data il Consiglio Comunale avrà 6 mesi di tempo per deliberare in merito. Ci auguriamo vivamente che diventi un esempio, proprio perché partito dalla base, capace di scuotere l’immobilismo di Roma.

Emanuela Bonfili

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